Solo pochi giorni sono passati dall’indimenticabile 5 Aprile e già in noi riecheggia un filo di malinconia.
Voglia di rivivere una serata all’insegna della musica alternativa, dell’amicizia, della passione politica, del cameratismo.
Voglia di respirare aria di militanza disinteressata e lontana dalle logiche di potere.
Voglia di cantare a squarciagola gli inni del nostro credo, la storia del nostro essere
Voglia di salutare romanamente senza preoccuparci di ignobili giudizi.
Voglia di rivedere gente proveniente dall’immortale Fronte, emozionarsi, affiancarci, cantare con animo puro, ritornare anche se solo per un attimo rivoluzionari, eretici, nostalgici.
Voglia di emozionare ed emozionarci, voglia di non scordare chi con la propria vita ci ha permesso di essere oggi quel che siamo e di chi con poche parole, poche note e tanta rabbia ci permette di ricordali negli anni.
E non ci importa di chi ci chiama estremisti perché per noi difendere fino all’estremo i nostri valori, i nostri ideali, le nostre radici è la base su cui si erge il nostro essere.
Non ci importa di chi ci chiama nostalgici perché siamo sempre rivolti con lo sguardo al futuro certi e fieri del nostro passato.
Non ci importa di chi ci chiama fascisti perché per noi essere fascisti vuol dire ogni giorno alzarsi e combattere per la nostra terra, la nostra patria, l’Italia.
Ieri per oggi, domani come ieri, una marea che monta da un oceano di guerrieri!!!
GRAZIE GALATONE!
10, 100, 1000 RIFUGI URUZ